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Dal verde della valle del Paglia, come il contorno di un'isola, si staglia, nel cielo e nel sole, l'immagine di Orvieto, compatta, sulla roccia uscita dalla terra.
Una città alta e strana, la definì nel suo Dittamondo Fazio degli Uberti.
Una dimensione urbana particolare, carica di suggestioni lontane, quasi impalpabili, che rimandano al passato etrusco, medievale, rinascimentale, eppur così vive da segnare l' oggi..
La Rupe, il Duomo, lo straordinario patrimonio storico-artistico della città, i suoi abitanti, sono legati tra loro in una magica e irripetibile fusione.
" Le case, di tufo dorato, dal tufo dorato nascono sì che appena se ne conosce la base, i tetti, per una meravigliosa provvidenza del tempo, ne hanno preso lo stesso colore, e si accalcano, ondosa immobile ressa, intorno alla causa e allo scopo della città: il Duomo. Orvieto è fatta per il Duomo ed il Duomo per Orvieto", così scriveva Ludovico Guaroni.

Non c'è futuro per chi dimentica le proprie radici, disperde il patrimonio di civiltà accumulato in millenni di storia, non tiene al suo ambiente, al suo luogo di vita e di lavoro e non ne conserva i tratti distintivi e originali.
Ma non c'è futuro nemmeno per chi non sa guardare alla realtà dell'oggi e si attarda a credere che il già posseduto sia garanzia di vita eterna.


C'è bisogno di conservazione e di innovazione.

Sono ormai dieci anni che il Governo di questa Città è impegnato a progettare il futuro: un nuovo ruolo della città antica nell'ambito urbano, per una crescita qualitativamente superiore della propria comunità.
E' un complesso processo di trasformazione urbana e sociale, quasi una sfida per costruire le opportunità dello sviluppo, che ha richiesto e richiede grandi finanziamenti e una elevata capacità di confronto culturale e istituzionale.



La legge speciale per la Rupe ed il Duomo di Orvieto







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