Elmi, costumi, drappi, armature.
Il Corteo Storico prelude a quello sacro, ne scandisce il ritmo ed il passo. Ad esso il
compito di reinterpretare un glorioso passato, mettere in scena il potere civile, la forza
militare e l'autoritą religiosa del libero Comune medievale.
Il gonfalone del Comune, preceduto da tamburini e trombetti, e seguito dal Podestą, con i
suoi valletti e gli scudieri, precede il Gonfalone ed il Gonfaloniere di Giustizia.
Seguono il Vicario del Podestą e il Camerlengo, quindi i Signori Sette, i Sapienti
assistiti da un Notaro ciascuno e dai Giudici. Ed ecco la variopinta rappresentanza dei
Quartieri, tamburini, anterione, portatori di ceri, sbandieratori, vessillifero maggiore,
vessilli.
E dopo i Quartieri i
nobili ed i vessilli delle terre sulle quali Orvieto aveva all'epoca giurisdizione.
Dunque i Gonfaloni delle arti e dei mestieri, i tamburini ed i vessilli con gli emblemi
comunali scortati dagli alabardieri, le insegne della Cittą, l'insegna del Capitano del
Popolo, il Conestabile, gli scudieri e la scorta d'onore dei cavalieri delle pił nobili
casate.
Seguono l'insegna del Capitano dei balestrieri con le sue milizie.
Chiudono le quadriglie armate di lance e le insegne dei quartieri.
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