Il Vincitore Edizione 1996


BARBARA SPINELLI



Alle 19,30 Gaetano Afeltra, presidente della Giuria del Premio Barzini, ha chiamato sul palco del Palazzo dei Congressi di Orvieto la giornalista Barbara Spinelli a cui andato il premio di questa edizione.
La voce forte di uno degli ultimi grandi maestri del giornalismo, ha spiegato i motivi che hanno portato la Giuria a scegliere proprio l'inviata "Spinelli", editorialista de "La Stampa" di Torino.
"Ha onorato il mestiere di giornalista - ha detto Afeltra - segnando un capitolo illustre del giornalismo italiano."
Brevemente Afeltra ha ripercorso la storia Professionale della Spinelli.
Esordio nel Globo e poi a La Repubblica e Stampa.
Ha narrato le vicende dell'Est europeo prima e del medio oriente poi.
Ha offerto l'esempio di come un giornalista possa essere attento ai problemi ed alle relazioni tra popoli e culture diverse.
Una motivazione forte che ha portato la giornalista premiata ad un intervento intenso che ha ricevuto convinti applausi dalla platea.
"Sono rimasta un p stupita dai contenuti emersi nella tavola rotonda - ha affermato la Spinelli - poich emersa un p troppa autosoddisfazione per chi fa questo mestiere. I giornalisti devono riprendere un ruolo. Devono pensare in modo diverso. Dobbiamo uscire dall'abitudine d'essere la cinghia di trasmissione dei politici. "
Barbara Spinelli ha, ovviamente, affrontato anche le questioni estere che maggiormente ha seguito in questi ultimi anni. Una cosa la colpisce. La terminologia che i media utilizzano un p troppo soft e non sempre si dicono le cose per quello che sono.
"Perch si deve dire Pulizia Etnica al posto di Sterminio, o definire la Guerra di Bosnia Processo di Pace o ancora sostituire il termine disoccupato con quello di esubero quasi a voler nascondere i veri problemi?"
Nella sua esperienza di inviato in Europa, la giornalista de "La Stampa" ha affermato come, a suo parere, "l'elite europea ha perso la vittoria dell'89. Ancora una volta - ha affermato - stata l'America a gestire l'Europa!"
Nel suo intervento spazio anche per le questioni riguardanti il rapporto tra giornalista e lettore.
"Non sappiamo ci che la societ vuole sentire, n possiamo sapere se l'opinione pubblica ha le stesse illusioni dei politici. Questo un bene perch propriol'opinione pubblica il vero tribunale di giudizio per chi fa la nostra professione".




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