Le Interviste




uigi Barzini, mio nonno, primo inviato speciale nella storia del giornalismo italiano, lasciò Orvieto un giorno di primavera del 1898.
Molti anni dopo, scrivendo all' amico Domenico Moretti, disse: "Sono rimasto orvietano, con la nostalgia della nostra terra. Il curioso è che anche il mio figliuolo la prima volta che venne ad Orvieto si sentì al suo paese".
Quel figlio era Luigi Barzini, mio padre, scrittore, giornalista e saggista.
Barzini raccontò dal 1930 al 1984 i piccoli e grandi fatti del mondo. Il suo primo servizio da inviato e anche l' ultimo furono scritti per il Corriere della Sera.
Il grande viaggio degli inviati Luigi Barzini, nonno e padre, si concluse nella loro terra, a Orvieto.
E proprio da Orvieto, nella primavera del 1990, riparte un altro inviato speciale. Il Premio Luigi Barzini.

Ludina Barzini




essuno può dire quanto una città possa contare nella vita di un uomo.
Molto poco, forse, in quella di un giornalista, con la valigia sempre pronta per correre in ogni angolo del mondo.
Luigi Barzini partì da Orvieto per imprese a cui la storia apparentemente effimera di un mestiere come quello del giornalista deve molto.
Ma tornò spesso sulla rupe. E così suo figlio, Luigi junior. E così sua nipote Ludina.
Che una piccola illusione ci sia dunque concessa. Quella di pensare che in quella valigia un discreto e tenace genius loci li abbia sempre accompagnati.
Il Premio Barzini all' inviato speciale vuole rinsaldare un legame. Quello tra una città ed una famiglia. Tra una professione che nel nome dei pionieri si affida ormai al terminale e una "città antica", come si vuole dica il suo nome, che dalle guglie del Duomo e dalle torri mediovali guarda verso il futuro.

Sindaco di Orvieto




rvieto ed i Barzini: è una storia lunga generazioni, è un amore verso una città che è rimasto immutato nel tempo, che le vicende mutevoli non hanno mai scalfito.
Da Orvieto Luigi Barzini partì alla morte del padre e la notorietà che lo rese famoso in tutto il mondo non gli impedì di rimanere memore della città tanto da ritornarvi ogni volta che poteva. Qui è anche la sua dimora, quella della moglie e del figlio Luigi junior.
Un Premio che ricordasse la memoria, la professionalità e la maestria di Barzini non poteva avere sede che ad Orvieto.
Oggetto del premio è "il riconoscimento di qualità professionale assolta con particolare impegno, competenza, creatività e misura sociale" vagliate da un' apposita giuria e attribuito annualmente agli inviati speciali della stampa e radio-televisione.
Il Premio intende con ciò celebrare la figura di Luigi Barzini, "inviato speciale" del Corriere della Sera, maestro insigne di giornalismo e modello di professione.
Il Premio intende porre la sua attenzione sulla figura professionale dell' Inviato speciale, depurata di ogni romanticismo e collocata nel divenire del sistema della comunicazione attuale.
Intende, inoltre, accompagnare il riconoscimento a una valorizzazione di quel particolare prodotto informativo costituito dal "servizio".



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